signori e signore, ecco un’altra doppia puntata finale.. e che finale!!

Callie decide finalmente cha la Hann þsì, la Hann] è l’amore della sua vita: un lungo e tumido bacio all’uscita dell’ospedale sancisce la felice unione. La Bailey prova a tornare col marito [mollando la responsabilità della clinica a Izzie] il capo ritorna con la moglie, Derek capisce che non è un fallito e deve tornare con Grey, la quale capisce che deve almeno provarci a fidarsi di ‘Mr Dreamy’.
In questo tripudio di ammore e belle intenzioni per il futuro, gli unici a rimanere a bocca asciutta sono Sloan [dapprima intrigato da una storia a tre con le nuove amanti di saffo poi capitola comprendendo la l’inutilita del suo pisello nel rapporto tra la Hanne Callie] e Alex.

Questo, poveraccio, deve sopportare un tentativo di suicidio di Rebecca, che dopo una gravidanza isterica si trova pure nel mezzo di una crisi di identità]: il che gli fa ricordare della sua mamma e dell’infanzia infelice. A fine puntata cerca un pò di ristoro, comprensione, e naturalmente un pò di patata, tra le caldi braccia di Izzie, che gliela fa annusare ma nulla più: per questa stagione il tirocinante più inutile che il Seattle Grey ricordi dovrà arrangiarsi altrimenti.

Mi chiederete.. ed il povero O’malley?!?!? rimane con l’unica donna pisellabile: la sorellina di Meredith, che non sembra essere insensibile al fascino del tirocinante [al quale verrà data una seconda possibilità di ripetere l’esame]

Ovviamente l’inizio della prossima stagione è telefonatissimo: prima di unire i propri corpi nell’estasi sublime che è propria dell’amore [cit], ma non prima di infilargli in bocca due metri di lingua, la lingua dell’ammore [ricit] Derek dice a Grey che ritiene più da uomo dare il benservito a Rose [porella, aveva iniziato con così tanto carattere, pensavamo tutti avrebbe resistito più di 5 puntate… invece…] di persona…. ma dico io.. un sms che fa tanto web 2.0 non era lo stesso?!?!? Vabbuò.. tant’è che secondo me la prima scena della prossima stagione sarà un bell’incidente in cui Derek avrà un trauma cerebrale di quelli che soltanto lui sarebbe in grado di mettere a posto con Grey che, naturalmente, la salverà come il suo bel principe azzurro ha fatto in passato.

Quello che sembrerebbe un incubo premonitore è in realtà una reminiscenza di un omicidio passato, avvenuto quando a 11 anni Joanna è stata coinvolta in un incidente con la macchina in cui il fidanzato della vittima cercava di portare la sua ragazza in fin di vita presso l’ospedale più vicino [che in Texas si sa essere a 45 minuti da qualunque punto ci si trovi].
Segno che manco da morte le fidanzate smettono di rompere il cazzo, la suddetta muore in seguito al tamponamento e si reincarna nel lato onirico della bella Gellar, il cui sguardo vacuo e le inutili visioni ci perseguiteranno per tutti gli 80′ minuti abbondanti di film[!] finché non rivivrà dal vero l’episodio, salvata all’ultimo dal tizio di cui sopra, imbolsito da 20 anni di t-bones e ketchup anche perché, naturalmente, pur avendo vissuto il momento nei suoi peggiori incubi un mezzo migliaio di volte riuscirà a rischiare di morire pure lei..

Nel complesso un film dalla lentezza impressionante, non mi stupirei se nella pausa tra primo e secondo tempo qualcuno festeggiasse l’anniversario dall’inizio del film…

bel film con Jim Carey un ex maniaco depresso che si rifà una vita dopo aver passato un periodo di tempo non meglio precisato in una clinica privata.  Poco male, se non fosse che poco prima di entrarvici aveva ammazzato una ragazza, colpevole di avere una tresca con un professore universitario. Il tutto torna a galla dopo 90 minuti nei quali il ragazzo trova casualmente un libro [che in realtà si scoprirà essere il suo diario di 23 anni prima] che gli fa tornare lentamente alla mente tutte le paranoie che lo avevano portato alla follia al college.

Fanno da tappezzeria le solite cabale, numerologie ed esoterie varie in salsa matematica

per provare la potenza di questo film: questo articolo contiene esattamente 131 parole; 1+3+1=5 che equivale a 2+3 cioè 23

Viggo Mortensen è un poliziotto infiltrato nella mafia russa che si trova invischiato nella classica situazione del ‘devo fare colpo sul capo senza ammazzare troppa gente’….

ne ammazzerà due, in una sauna, tutto nudo, giunti a lui a causa del boss che si vorrebbe ingraziare per sacrificarlo al posto del figlio [Vincent Cassel] decisamente troppo stupido per essere cattivo.

sullo sfondo, la storia di una levatrice che cerca di trovare il padre di una bimba la cui madre è morta di parto… padre che putacaso è proprioil boss di cui sopra [o forse il figlio, non si capisce bene visto che non riesce a disfarsene gettandola nel tamigi].

Finale in gloria per Viggo, che scalza tutti e diventa sindaco della mafia russa a londra…

No, tranquilli, l’enigmista muore… nell’ennesimo sequel si mostra passato, presente, e futuro, abbondantemente conditi da sangue e torture, voyeur squartati, pupazzi esplosivi, e coppie in crisi che devono decidere se sopravvivere [si, la moglie sacrificherà il marito per non morire con lui].

Purtroppo L’agente Riggs non capirà che gli veniva richiesto attraverso le prove cui veniva sottoposto di imparare a farsi i cazzetti suoi, quindi arriverà con troppo anticipo [puntuale però nei calcoli dell’enigmista]all’ultimo test, irromperà imprudentemente sul luogo in cui altri tre personaggi stanno cercando di salvare la pellaccia…

moriranno, naturalmente, tutti..

anzi no, uno si salverà… indovinate chi?!?!?! ma certo l’ennesimo apprendista, che ci trasporterà tranquillamente verso SAW V, SAW VI e via discorrendo

discreto Film. Will Smith muore verso la fine, donando una fialetta di sangue ad una donna che compare inutilmente a 10 minuti dalla fine, causando, col suo comportamento sconsiderato, l’invasione di vampirizzati che costringerà il nostro eroe all’estremo sacrificio. Seguono 5 minuti di inutilità varie, forse grazie al sangue di Will Smith la razza umana guarirà, ma essendo che è morto l’ultimo dottore genetista a disposizione e il suo laboratorio con tutto il materiale è esploso con lui non lo riteniamo possibile