Quello che sembrerebbe un incubo premonitore è in realtà una reminiscenza di un omicidio passato, avvenuto quando a 11 anni Joanna è stata coinvolta in un incidente con la macchina in cui il fidanzato della vittima cercava di portare la sua ragazza in fin di vita presso l’ospedale più vicino [che in Texas si sa essere a 45 minuti da qualunque punto ci si trovi].
Segno che manco da morte le fidanzate smettono di rompere il cazzo, la suddetta muore in seguito al tamponamento e si reincarna nel lato onirico della bella Gellar, il cui sguardo vacuo e le inutili visioni ci perseguiteranno per tutti gli 80′ minuti abbondanti di film[!] finché non rivivrà dal vero l’episodio, salvata all’ultimo dal tizio di cui sopra, imbolsito da 20 anni di t-bones e ketchup anche perché, naturalmente, pur avendo vissuto il momento nei suoi peggiori incubi un mezzo migliaio di volte riuscirà a rischiare di morire pure lei..

Nel complesso un film dalla lentezza impressionante, non mi stupirei se nella pausa tra primo e secondo tempo qualcuno festeggiasse l’anniversario dall’inizio del film…

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il classico horror con una trama che più scontata non si può. a sto giro ci raccontano perché Michael è diventato uno psicopatico: in due parole una mamma zoccola ed una sorella figlia d’arte.

Poi si sprecano i cliche classici del genere:

  1. ogni scena di sesso si concluderà con una carneficina
  2. mai dire che ti mancano meno di 5 mesi alla pensione: non ci arriverai mai [qua in italia è uguale, ma almeno noi si sopravvive alla scena successiva]
  3. mai provare ad abusare di una ragazza nella cella di uno psicopatico pluriomicida
  4. le maschere di plastica sono praticamente eterne

as usual, quindi…